Sigma rule: Wanted real male (?) – Regola del Sigma: Cercasi vero maschio

Sigma rule: Wanted real male (?) Regola del Sigma: Cercasi vero maschio


Il maschio sigma ormai sta spopolando in tiktok. È il potenziamento del trito e ritrito (ma sempre anelato) “maschio alpha”.
Le differenze sostanziali sembrano essere ben poche da alpha a sigma, che prima di tutto nasce come una “convinzione convenzionale”, tipica dei social più che una teoria solida.
Il concetto di “maschio sigma” si potrebbe descrivere come un tipo di uomo che non segue le norme sociali e non si conforma alle aspettative della società ma al contempo appare estremamente sicuro di sé, di successo e assolutamente autodeterminato, quasi autarchico.
Per sua “natura”, esso sembra contrapporsi a certe derive femministe per le quali esso può rappresentare il male assoluto, forse l’evoluzione ultima e più letale dello spettro dell’onnipresente patriarcato.
Insomma, come “maschio XY” mi sento di interrogarmi sulla viralità di questo fenomeno dell’ultimo quarto d’ora. Mi domando se il fioccare di video (in giro per l’intero mondo internautico) sulla tematica possa essere un indicatore del fatto che molti uomini si sentono attratti dalla libertà e dalla possibilità che questo ideale dà di essere se stessi, senza la pressione di conformarsi alle aspettative degli altri.
Ma cosa significa, per noi maschi, “essere noi stessi”?
Significa diventare più prestanti, atletici, alzarci presto, camicia e giacca, fare sport regolarmente, barba curata, single e fedele a se stesso, sposato ma fedele a se stesso e buon padre di famiglia, fare sesso regolarmente o, regolarmente, non farlo affatto…
…oppure
è qualcosa prima di tutto questo?
Trovare un significato al nostro esistere come persona e come maschio nello specifico: da maschio diventare uomo.
Costruire me stesso per esserlo.
Per farla davvero breve, voglio credere che per quanto limitato, apparentemente superficiale, questo fenomeno, questo voler essere prestanti, atletici, il voler alzarsi presto, fare sport regolarmente… sia l’embrione di un desiderio maggiore, una domanda più profonda e autentica che l’uomo di oggi deve potersi fare:
Che tipo di uomo voglio essere?
Come agirebbe l’uomo che voglio diventare?
Questo perché credo che noi esseri umani non facciamo mai le cose senza un senso e che, ogni cosa che facciamo, per quanto sgangherata, inconsapevole o addirittura riprovevole, sia una domanda di qualcosa di buono e vero che viene dal profondo di noi e che chiede di essere accolta.
Insomma, se si vuole generare si deve generare prima se stessi.

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